Complesse immagini depresse…

Sul vuoto a picco tante piccole espressioni come bolle galleggiano fluttuando, tronfie del vuoto che hanno ingurgitato e che sputeranno nell’esplosione lasciando al vuoto un’idea di vuoto.

Le vostre bolle sono tutte belle, bellebollebollebelle sembra uno scioglilingua da ripetere all’infinito mentre vi osservo cambiare la tonalità del capello, il cruccio della bocca, uno sguardo a sinistra e l’altro a destra, un primo piano baciato; bellebollebollebelle e la femminilità (o la “nuova” maschilità) si riDEcompone nel manierismo grafico.

Dentro ogni bolla c’è una sostanza che vi è appartenuta, che vi definiva, che vi teneva in salvo da un “mostro” di vanesia; l’io deturpato dalla vostra vigliaccheria incontrollata ha preferito credere in una bellezza sterile, leggera, una sensualità piatta, regolata sullo schermo, relegata su un cavalletto in una soffitta, in attesa della prossima vittima, e sempre una nuova, alle migliaia forse, fino a che non sarete voi stessi ad andarvi a trovare.

Quando le bolle scoppiano emettono un boato silenzioso, che non smuove neanche una foglia.

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