Cosa si può fare con la carta?

Buio. Silenzio. Il cigolio di una poltroncina. L’accenno di un pianto di bambino soffocato al secondo respiro; l’occhio di bue apre centralmente su una piccola e insignificante impalcatura con le ruote quasi addobbata all’ultimo momento di bianco, con delle mollette metalliche a sorreggere della banale carta.

Entra lei, una normalissima donna, di quelle che ne vedi a migliaia in ogni città, sale la scaletta dell’impalcatura e si nasconde al primo piano, in un ipotetico appartamento, dietro un enorme foglio bianco, la struttura barcolla poi si ferma.

Entra lui, un uomo come tanti, quasi inutile, vestito con una camicia a quadri di dubbia fantasia, e si inserisce silenzioso all’interno di quel piano terra, appende un sole e apre il primo foglio mostrando una vasca, si toglie la camicia per lavarsi ed entra il filo conduttore: il gatto! Un altro foglietto! Il protagonista è un foglietto con la sagoma di un gatto fulvo.

Un altro foglietto! Ma è pieno di fogli…

E se non fosse ciò che sembra? Si scioglie l’atmosfera con la musica e il gatto sembra prender vita oltre il bianco, spuntando in ogni situazione, nella sua intima complicità con il partner di turno.

Improvvisamente il libro pop up volta la pagina e l’impalcatura metallica si gira mostrando l’altro, in un continuo scambio di visuali di queste due vite separate da un piano, da un pavimento che può essere soffitto.

I due umani giocano fino a che il loro amico scompare e allora la musica finisce, ritorna il silenzio, ci sono sempre loro ma senza quella preziosa compagnia; iniziano a chiamarlo, poi a cercarlo, infine escono dalla casa e si ritrovano nella città…

L’impalcatura diventa una giostra e si apre a festa mostrando i palazzi, poi diventa un albero, la strada si trasforma in prato dove sgorga un ruscello, di quelli freddi, ma il gatto ancora si nasconde, scappa, e loro sono “costretti” a conoscersi.

I fogli dipinti diventano un’avventura continua e la magia di questo immenso libro pop up cresce con la curiosità, l’incomunicabilità si trasforma in allegria e si capisce l’importanza di quel piccolo foglietto di carta…

La carta in questo spettacolo assume il ruolo di virtù che tanto ricercava Calvino nelle sue lezioni americane: “… ci affacceremo al nuovo millennio senza sperare di trovarvi nulla di più di quello che saremo capaci di portarvi: la leggerezza, per esempio”.

Questo teatro fa bene allo spirito, fa bene a questi futuri uomini e donne in cerca di una strada lontana dai pesanti pregiudizi.

UNA STORIA SOTTOSOPRA – c/o Sala Spettacolo di Collesalvetti

La Baracca – Testoni Ragazzi in collaborazione con L’orto degli Ananassi.

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