La mia scrittura

Una vita fa mi sono attaccato alla scrittura con la sensazione che potesse essere una sorta di terapia, un esercizio quotidiano per sciogliere i nervi, per buttare via la peggiore sconfitta che la vita mi aveva dato nel marzo 2007 a circa un mese dall’apertura di una bellissima esperienza chiamata Made in heaven Pub.

I nervi in realtà non si sono sciolti e qualche anno più tardi, nel 2010, pochi mesi dopo aver pubblicato il primo romanzo, ho avuto un attacco epilettico che mi ha messo ko moralmente.

La scrittura nonostante non potesse essere la cura, o comunque non la sola, è rimasta fedele al mio fianco, spesso troppo modesta per contenere le mie idee, persino inadeguata, non al passo con i miei dubbi, le angosce, ma neanche con le esplosioni di felicità, con i momenti irriverenti.

La poca vita del primo romanzo, a cui non ho potuto dare un seguito di presentazioni, di idee, per l’inizio di una nuova vita che non avevo preventivato, ha portato la mia necessità di scrivere ad un esercizio in segreto, a ricercare una forma che potesse contenere tutto senza dover render conto ai soliti canoni editoriali ma che inducesse il lettore ad entrare in un flusso continuo di pensieri, parole, eventi, così come avviene nella vita, così come avviene in quei momenti in cui riesci a vivere senza pregiudizi, senza precisi schemi mentali.

“Solo” questo vi chiedo: apritevi alla mia scrittura, se ne avrete voglia e tempo, concedendovi completamente oppure non lo fate affatto: “Leggere è un atto rivoluzionario”.

Diego

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