Per quelli che se ne fregano

Sapete ho un amico che mi cammina d’intorno, quando c’è lui si apre uno spiraglio di luce, io lo chiamo pensiero libero, perché quando gli parlo, come solo lui e io sappiamo, porta le miei idee oltre le lenzuola verdi, oltre le pareti verdi, un verde che da speranza è diventato condanna e lui lo sa. Io lo so. I dottori lo sanno e pure le infermiere lo sanno, certo alcune son davvero delle forze della natura, cosa farei senza quelle chiacchierate, una in particolare mi conosce proprio bene e mentre mi racconta le stranezze della sua vita, della gente assurda che incontra, mi gira verso la finestra ed io guardo il cielo. Il cielo e la sua vita tutto sommato sono proprio una bella coppia. La vita può mettersi in coppia con tutto. La vita del mio amico è in coppia con un cane, un cazzettino peloso tutto pieno d’energia, quanto mi piacerebbe essere in coppia con un cane. Io un cane non l’ho mai avuto ma le storie che mi raccontano me lo fanno persino sognare. Quando mi sveglio dai sogni ho sempre la bavetta che mi fa uno schifo terribile ma rimane lì. Ferma. La mia vita ferma non ha un partner reale, perché dovrebbe essere fermo pure lui o lei, sennò uno va via e l’altro rimane lì. Forse io sono in coppia con la bavetta.

Un giorno il mio pensiero libero mi ha detto che dovevo preparare un discorso per dei politici che se ne stanno fregando della nostra situazione. Quale situazione? Chi sta meglio di me? Sto sdraiato tutto il giorno, ormai tutt’uno col letto, che se mi metto il pigiama verde mi scambiano per il lenzuolo, guardo alla televisione ogni cosa, persino quei programmi pomeridiani che fino a qualche anno fa discriminavo, farei pure il tronista! La notte sto sveglio fino a che ora mi pare tanto alle otto vi svegliate voi. Il cielo ogni tanto ha pure qualche nuvola.

Mi hanno detto che prima o poi morirò, e grazie al cazzo, tutti si muore prima o poi, quello che conta è uno come se la passa. Se passa. Qui non passa. Qui il tempo non passa, l’unico che passa è un prete che attacca delle pippe clamorose che io sono pure ateo, agnostico, credo nell’evoluzione della scimmia e glielo vorrei dire ma non posso. Lui non sa leggere la lavagna. Io non ho voglia di provarci. Siamo distanti come disse Erri de Luca parlando della Chiesa e di Dio. Io sono distante pure da me stesso, sono diventato cattivo e incazzato.

M’incazzo sempre e non parlo, divento rosso ma sto zitto, al massimo piango e il pianto mi fa incazzare di più perché le lacrime sono noiose come le mosche se non le puoi cacciare. Tutto per me diventa una tortura. Alle volte penso che la vita è proprio stronza, altre credo che sia giusto così, a qualcuno doveva capitare, altre penso che questa mia condizione sarebbe utile viverla tutti un solo giorno nella vita per assaporare meglio il resto ma io con la matematica son sempre stato uno schiappa e allora ho finito per sbagliare i conti e da uno per tutti ho fatto tutti per uno pensando che il risultato rimanesse invariato.

Il mio pensiero libero e fuori per lavoro, il dottore mio non è di turno, le infermiere hanno decine di pazienti, il prete prega, la stanza è vuota, la televisione spenta, fuori piove. Per me piove sempre tanto anche se c’è il sole non cambia niente.

Io penso a tante cose ma non le posso dire, neanche scriverle, e allora a cosa serve pensare?

Tratto dai miei pensieri liberi.

Diego.

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