Reputazione …

Un giorno mi venne a trova una persona; come al solito, non ricordo se l’infermiera o il mio pensiero libero, qualcuno mi aveva dimenticato spalle alla vita ospedaliera.

Quando sentii dei passi avvicinarsi tirai un sospiro, o forse lo immaginai, poi una voce rauca disse ciao. Cazzo che voce, io la conoscevo, ma era diversa dall’ultima volta, chissà questa ultima volta quando era stata, magari eravamo stati compagni da ragazzi.

Il letto si mosse, sussultando appena, poi si placò. Un aereo in lontananza lasciava una piccola scia bianca.

Era tanto che volevo venire, così disse quella voce rauca, forse la mia voce non ti dirà niente, si cambia tanto nella vita, si invecchia, e 45 anni di fumo finisci per sentirli.

Ti ho portato un regalo, riprese sospirando dopo una breve pausa, è una maschera.

Una maschera? Pensai.

Ti chiederai perché una maschera, o forse starai dormendo, ma voglio provarci comunque: quando eravamo giovani io avevo una reputazione da mantenere, la reputazione è una maschera, eccola qua. Tenerla su è una gran fatica e non tutti son tagliati per farlo, chi è capace può vivere delle proprie abilità ma chi non lo è… hai mai pensato a cosa può arrivare uno che deve mantenere la reputazione senza averne la capacità? In ogni campo la concorrenza è spietata e se ti accorgi di non essere all’altezza diventi disposto a tutto per non perdere il privilegio, ho rovinato molte persone. Ho smesso di dormire. Devo cambiare vita ed avevo bisogno di appendere la mia maschera, quando ho saputo cosa ti era successo sei diventato un tarlo. Tu sei diventato uno dei tanti soltanto perché ho saputo farti fuori, eri davvero molto capace, mi spaventavi. Scusa.

Il letto tornò a muoversi. I passi si allontanarono. Io avevo capito, stramaledetto cielo azzurro.

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